giovedì 28 giugno 2012

Italia - Germania una partita lunga una vita

Europei 2012: Italia - Germania
 
L'Italia è un'avversaria temibile per la Germania, finora la squadra tedesca non è riuscita a portare a casa una vittoria contro l'Italia. Ecco le partite del secolo in qualche immagine:

Coppa del Mondo in Cile 1962: Germania-Italia 
La Coppa del Mondo in Cile inizia con un pareggio a reti inviolate. L'Italia viene eliminata dopo il turno preliminare, la Germania viene fermata ai quarti di finale. In campo per l'Italia il regista è Cesare Maldini, padre di Paolo, che decenni più tardi fu responsabile della dolorosa sconfitta tedesca. In porta 50 anni fa c'era come oggi  Buffon. Il capitano Lorenzo Buffon (a sinistra) è un cugino del nonno di Gianluigi Buffon. Qui, stringe la mano al capitano tedesco Hans Schaefer.

Coppa del Mondo in Messico 1970: Germania-Italia
Fu proprio il Legionario italiano Karl-Heinz Schnellinger a segnare l'1-1 nei supplementari davanti a più di 100.000 spettatori nello stadio Azteco. Inizia così un interminabile su e giù del risultato. Nella caldissima Città del Messico Gerd Mueller (in maglia bianca) porta  a sua volta la Germania in testa, Gigi Riva e Tarcisio Burgnich ribaltano il risultato. Mueller pareggia di nuovo, ma Rivera segna il goal finale per l'Italia. Nonostante la sconfitta amara la squadra tedesca aveva vinto - anche se soltanto per simpatia. All'Italia il 4-3 servirà a poco. Il Brasile di Pelé nella finale sarà imbattibile.

Coppa del Mondo in Argentina nel 1978: Germania-Italia
La Germania campione del mondo uscente arriva ai quarti di finale dopo i dolorosi pareggi contro la Polonia e la Tunisia. Nella semifinale Sepp Maier strappa un terzo zero a zero contro l'Italia salvando la squadra tedesca: l'inizio della fine in Argentina. Seguirà un pareggio per 2-2 contro l'Olanda e la disfatta di Cordoba contro l'Austria (2:3). Italia termina il campionato mondiale al quarto posto.



Coppa del Mondo 1982: Germania-Italia
Raramente la Germania ha avuto così poche possibilità di vincere, l'Italia è ebbra delle vittorie contro l'Argentina e il Brasile. Paolo Rossi è il capocannoniere dei mondiali con 6 goal a suo favore. Marco Tardelli (a sinistra) e Alessandro Altobelli lo seguono a ruota. La Germania, ha solo il goal della bandiera di Paul Breitner. Il titolo di vice campione ha un sapore particolarmente insipido. In Spagna, la squadra tedesca lascia una cattiva impressione di sè, con una vittoria rubata all'Austria (1-0) a Gijon e l'atterraggio cruento del portiere Harald Schumacher ai danni del francese Patrick Battiston.

Campionato europeo in Germania 1988: Germania-Italia
La Germania riesce a qualificarsi a malapena agli europei. Nonostante i due forti attaccanti Rudi Voller (nella foto) e Jurgen Klinsmann serve anche Andreas Brehme. Il centrocampista pareggia su punizione, imposta perchè il portiere italiano Walter Zenga aveva trattenuto la palla troppo a lungo. Nello stadio di Düsseldorf gli italiani erano passati in testa grazie al goal di Roberto Mancini, attuale allenatore del Manchester City. Germania e Italia alla fine perdono in semifinale.



Campionati di calcio in Gran Bretagna 1996: Germania-Italia
La Germania ha già vinto due partite, eppure trema. In caso di sconfitta è fuori dagli europei. La scena più importante si svolge già al nono minuto. Andreas Köpke para un rigore di Gianfranco Zola. Anche allora il portiere ha nelle sue mani la partita e salva la Germania con un pareggio. L'Italia ci va giù di brutto. Il pareggio contro la  Russia significa per gli Azzurri il ritorno a casa. La Germania prosegue verso il trionfo Europeo.



Coppa del Mondo in Germania 2006: Germania-Italia
La favola estiva sembra guida la
perfetta felice conclusione. Ma poi arriva l'Italia. Quattro mesi dopo l'imbarazzante 1-4 nell'amichevole a Firenze, gli avversari questa volta sembrano battibili. La squadra tedesca è spinta da una euforia per il calcio senza precedenti. Ma la fine è amara: con la rete di Alessandro Del Piero (a sinistra) negli ultimi minuti del tempo supplementare contro Jens Lehmann, il  sogno tedesco in Coppa del Mondo termina. Juergen Klinsmann, si strappa i capelli, Michael Ballack piange.

sabato 9 giugno 2012

Trümmerfrauen

In questi giorni in Italia stiamo vivendo ancora una volta la tragedia del terremoto, in Emilia le macerie della case distrutte si ammassano nelle strade, la gente si affanna per recuperare quanto resta della loro vita sparsa tra i detriti e i pezzi di muri.

Mi è tornata in mente una figura femminile che è ormai parte della storia del dopoguerra in Germania, le donne delle macerie, le Trümmerfrauen.

Trümmerfrauen a Berlino
Queste donne sono state il simbolo della ricostruzione e la forza motrice che ha permesso ai tedeschi di sopravvivere dopo le distruzioni della Seconda Guerra Mondiale. Senza il loro faticosissimo lavoro le città tedesche sarebbero rimaste un cumulo di rovine, senza la loro instancabile attività le famiglie tedesche non sarebbero riuscite a superare quella tragedia.
Donne austriache  e tedesche di età compresa tra i 15 e i 50 anni, quasi tutte vedove e con uno o due figli da mantenere, dato che alla fine della guerra la popolazione femminile superava quella maschile di almeno 7 milioni.

Donne al lavoro a Coblenza
La guerra aveva distrutto circa il 25 percento di 16 milioni di abitazioni in Germania, altrettante erano in condizioni disastrate e circa il 40 percento della viabilità era inutilizzabile, in totale circa 400 milioni di metri cubi di macerie.
Il loro compito consisteva nella demolizione e nel recupero dei mattoni o di quelle parti di costruzione ancora utilizzabili, come tegole, pezzi di intonaco, grondaie, spesso a mani nude o con il solo aiuto di pesanti picconi e rudimentali carrucole. Una volta raccolti i detriti venivano suddivisi per grandezza e tipologia e impiegati nella riparazione o nella ricostruzione delle nuove case. Le macerie venivano trasportate a mano, un catena di donne che si passava di mano in mano le macerie da una parte all'altra della strada, era un'immagine molto diffusa al tempo.

Targa a ricordo delle donne di Aachen (Aquisgrana) che hanno contribuito alla ricostruzione della Germania  nel dopoguerra
Si lavorava con qualsiasi tempo, in gruppi di circa 20 persone chiamati Kolonnen. Nella zona di controllo sovietica, nel 1951 fu creata un'associazione ufficiale di Trümmerfrauen per la ricostruzione e nel 1952 il presidente Theodor Heuss assegnò a 32 di queste donne la Croce al Merito. Nel 1986 una di loro si tolse la vita a Berlino. L'affitto della casa in cui abitava superava di 76 marchi la pensione che riceveva: 700 marchi mensili. Il 9 luglio 1987 fu proclamata la giornata al ricordo delle donne delle macerie Gedenktag für die Trümmerfrauen.

Monumento alla Trümmerfrau a Salisburgo

In molte città della Germania  ci sono numerosi monumenti a ricordo di queste fondamentali figure femminili, solo a Berlino sono tre le statue che raffigurano le Trümmerfrauen, in Austria le possiamo ammirare a Vienna e a Salisburgo.

giovedì 24 maggio 2012

Giardini sui tetti di Berlino

Dachgärten in der Stadt
Ai tedeschi piace avere un giardino. Purtroppo molti abitano in città, dove normalmente non  c’è spazio sufficiente per permetterselo. Nonostante ciò molti abitanti dei grandi centri urbani  posseggono dei propri giardini privati … sui tetti delle case. Qui possono piantare alberi da frutto e ortaggi, godere del piacere di stare all’aria aperta, rilassarsi, seguire la crescita delle piante e mangiare la frutta direttamente dagli alberi. Tutto questo sta diventando un vero trend, uno stile di vita che viene considerato davvero importante per il proprio benessere.

Chi abita nelle grandi città cerca sempre più un angolo di natura subito dietro casa, e perché no, persino sul tetto di casa. L’ampiezza di un Dachgarten o di una Dachterrasse (giardino/terrazza sul tetto) varia da 20 a 200 metri quadri, a seconda dello spazio disponibile sui tetti. Per un giardino di 200 mq, per esempio,  servono circa 80 tonnellate di terriccio per una profondità di 25 centimetri, sufficienti per far crescere piccoli alberi da frutto, come i ciliegi, ortaggi come pomodori o cespugli di frutti di bosco. I bambini possono giocare, aiutare i genitori nella coltivazione e imparare che la frutta e la verdura non “arriva” dai negozi ma cresce sulle piante e può essere raccolta direttamente da loro.
Königliche GartenAkademie a Berlino
Sulla scia di questa passione nella Königliche Gartenakademie a Berlin Dahlem, proprio nel cuore della città, si vendono sempre più alberi e piante ornamentali e da fiore, adatti per i giardini sui tetti e terrazzi e si tengono molti corsi seguiti da sempre più numerosi cittadini che vogliono dedicarsi al giardinaggio. In particolare sono ricercate le piante aromatiche come rosmarino, basilico, ma anche piccoli ortaggi come numerose varietà di insalate che necessitano di poche cure e a cui lo scarso sole cittadino è sufficiente.
Visita guidata su un Dachgarten
 A sud di Berlino si è andati persino oltre: in un condominio esclusivo, di costruzione essenziale e minimalista, ciascuno dei 19 appartamenti possiede un piccolo giardino di proprietà a circa 20 metri di altezza. Cespugli nascondono da sguardi indiscreti, ci si può incontrare tra vicini raggiungendoli attraverso un pergolato che porta all’esterno e la sera si può ammirare il tramonto sulla città immersi nel verde. Famosa è anche la Waldspirale  dell'architetto austriaco Hundertwasser e inaugurata a Darmstadt nel 2000, un condominio formato da 105 unità abitative . 
Waldspirale a Darmstadt
Lecker Gemeinschaftsdachgärten, (letteralmente "Squisita società dei giardini sui tetti") è un'organizzazione nata a Berlino che spera di trasformare la città in una "giungla verde, in cui ci si deve far strada a colpi di machete", a tal scopo organizza incontri tra amanti del giardinaggio e anche "escursioni" sui Dachgärten. Tra l'altro è anche portavoce di un gruppo di attivisti "Dachgärten für alle" che per diffondere questo stile di vita ha messo in linea un facssimile di domanda per l'istallazione di un Dachgarten sul proprio condominio, invitando gli affittuari ad  inviarlo ai padroni di casa.

mercoledì 16 maggio 2012

Gramellini spiega la Forza (Hannelore Kraft)

Ieri il giornalista Massimo Gramellini intervenuto nello spettacolo di fabio Fazio e Roberto Saviano andato in onda su La 7 ha reso "pubblici onori" alla vittoria dell'SPD in NordRhein Westfalen, parlando della parola FORZA, che in tedesco si dice ... Kraft!!!
Qui di seguito l'articolo pubblicato stamattina che riporta il testo integrale dell'intervento e il video relativo.

"Forza", la  parola del giorno

di MASSIMO GRAMELLINI

La parola di oggi, 14 maggio 2012, non può che essere FORZA. Non la forza bruta dei violenti e dei sopraffattori. Ma la forza d’animo che accudisce i fragili e lenisce le ferite. La forza femmina. La Forza di cui vi parlerò stasera è una femmina che nasce in una cittadina tedesca dal nome arrabbiato, Mullheim, frutto della storia d’amore fra una commessa e un tramviere. Dopo il liceo la Forza trova un impiego in banca e studiando di notte si laurea in economia, non in Albania.

Arriva il 1994. Un anno cruciale per la Forza. In Italia nasce Forza Italia, frutto della storia d’amore fra un imprenditore e se stesso, mentre lassù a Mullheim la signora Forza viene eletta consigliera comunale. Nel 2005, però, succede l’incredibile. Il suo partito, l’Spd, perde le elezioni in Westfalia. Dal dopoguerra è la prima volta che succede. La Westfalia è il cuore industriale della Germania. I maschi tedeschi di sinistra sono depressi e avviliti. Avete idea di com’è un maschio di sinistra depresso e avvilito? Qui ne abbiamo una certa pratica.
Non sapendo più cosa fare, i maschi tedeschi di sinistra fanno la cosa giusta. Si affidano alla Forza. Lei li tranquillizza così: “Noi donne funzioniamo in modo diverso da voi uomini. Non meglio o peggio. Diverso. Abbiamo altri pensieri, altre esperienze, altre priorità.” Quelle della signora Forza sono: più asili nido, scuole migliori, aiuti alle famiglie in difficoltà. Per lei i debiti sono denaro ben investito. A cosa serve avere i conti in ordine, se poi la gente muore di fame? “Spendere più soldi adesso per le famiglie e le scuole ci consentirà in futuro di buttare via meno soldi per riparare le famiglie e le scuole.”

Immaginate la Merkel nel sentire una tedesca che parla come una greca. “Quella donna è un’irresponsabile!” Ma la Forza se ne infischia: vince le elezioni e da presidente di Westfalia abolisce le tasse universitarie e promulga nuove leggi per l’integrazione. Però quando presenta una manovra che prevede 3,6 miliardi di deficit, alla Merkel le prende un colpo e il partito della cancelliera riesce a far cadere il governo della Forza. Così domenica in Westfalia sono tornati a votare e la Forza ha vinto più di prima, umiliando il partito della rivale con cui nel 2013 potrebbe scontrarsi per la Cancelleria. La Forza già si scalda: “Risparmiare va bene” dice, “ma ricordiamoci che nessun bambino deve rimanere indietro, perché se resta indietro anche un solo bambino, recuperarlo poi ci costerà molto di più.” Dimenticavo. Forza in tedesco si dice Kraft. Come le sottilette, certo. Ma da ieri anche come Hannelore Kraft. L’altra donna. L’altra Germania. Forse l’altra Europa. Il lato meno oscuro della Forza.


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martedì 15 maggio 2012

Kleingärten o Schrebergärten: gli orti urbani diventano una realtà anche in Italia


In Germania gli orti urbani (Kleingärten) sono una realtà ormai da oltre 100 anni mentre in Italia si comincia a parlarne seriamente solo ora. Nella capitale, nella operosa Lombardia a Segrate, in Friuli a Trieste, in Toscana a Capannori le amministrazioni comunali hanno in questi giorni assegnato i vari lotti da coltivare.


Ma cosa sono i Kleingärten?

In Germania in origine gli orti urbani prendono vita da una proposta di alcuni nobili particolamente sensibili, piccoli industriali o amministrazioni locali, atta ad assegnare ai poveri e ai senza tetto gli Armengärten (orti dei poveri),  per affrontare il problema della povertà causato dall'aumento della popolazione all'inizio del 19° secolo. I primi nacquero nel 1806 nel paesino di Kappeln an der Schlei, allora territorio danese, voluti dal conte Carl von Hessen, e furono perciò chiamati Carlsgärten. Lo scopo era sempre quello di contrastare la fame e la povertà. Nel 1826 esistevano già orti di questo tipo in 19 città tedesche e nel 1897 con l'assegnazione di piccoli appezzamenti di terreno demaniale, in cambio di un modesto affitto, nasce a Kiel la prima associazione cittadina per la tutela e la diffusione degli orti cittadini. Anche a Berlino, su iniziativa della Croce Rossa, nascono altri orti cittadini, i Rotkreuzgärten e i Laubenkolonien (gruppi di più orti cittadini) così come gli Eisenbahnergärten, su terreni di proprietà rispettivemanete della Croce Rossa e delle Ferrovie federali tedesche.

Kinderbeete, il primo orto urbano per bambini

Un'evoluzione dei Kleingärten sono gli Schrebergärten, il primo fu inaugurato a Lipsia nel 1865, su iniziativa del medico Moritz Schreber, anche se in realtà lo "Schreberplatz" era inizialmente un parco giochi per i bambini (Kinderspielplatz) figli degli operai delle fabbriche, che qui potevano giocare e irrobustirsi seguiti ma un maestro. Solo in seguito si pensò al giardinaggio come attività ludica per i bambini, (Kinderbeete) coinvolgendone anche le famiglie che cominciarono a occuparsene anche in prima persona, costruendo recinti, pergolati e cancelletti. Nel 1891 a Lipsia così esistevano già 14 Schrebervereine (associazioni). Oggi lo storico "Schrebergarten" di Lipsia è monumento nazionale e dal 1996 esiste anche il Deutsche Kleingärtnermuseum.

Laubenkolonie a Berlino
Anche nel resto dell'Europa si sono diffusi gli orti urbani, soprattutto nell'immediato dopoguerra, in cui i cittadini potevono coltivare qualche ortaggio ed allevare piccoli animali da cortile, integrando la scarsa alimentazione. A causa anche della mancanza di case, in Germania si diffuse l'abitudine di erigere pergolati e capanni per gli attrezzi, resi poi con il tempo abitabili. Questa specie di "costruzione abusiva" fu tollerata a lungo dall'amministrazione locale, tanto che ancor oggi nei Kleingärten non è difficile trovare anche delle piccole abitazioni.
Schrebergärten a Monaco di Baviera
Attualmente in Germania gli orti urbani sono organizzati in associazioni. Alcuni sono cresciuti in maniera più o meno indiscriminata, anche se la maggior parte sono progettati da urbanisti. Reti di recinzione separano gruppi di 20 a 30 piazzole su cui vengono creati gli orti e in cui spuntano pergolati, le piccole capanne di legno, tutte più o meno uguali tra loro, e le cui dimensione sono regolate da leggi federali. Sono ammessi un massimo di 24 metri quadrati di superficie, compreso il prato (il terreno non coltivato) e il pergolato che deve essere costruito in modo che non possa essere considerato costruzione stabile.

L'Office International du Coin de Terre et des Jardins Familiaux ha stabilito dal 1926 le funzioni sociali dei Kleingärten:
  • offerta di una migliore qualità di vita nelle città: abbattimento delle polveri, aumento delle zone verdi, contrasto all'espansione edilizia, creazioni di biotopi, abbattimento dell'inquinamento acustico;
  • offerta alle famiglie della possibilità di attività all'aria aperta a diretto contatto con la natura;
  • offerta di attività alternative per contrastare lo stress d'ufficio e l'apatia;
  • offerta ai disoccupati della possibilità di integrare il proprio vitto e rendersi utili;
  • offerta agli immigrati della possibilità di integrazione territoriale;
  • offerta ai disabili e agli anziani di crescita sociale, aumento dell'autostima e contrasto all'emarginazione

    Ornamento da giardino: Gartenzwerge
    Una nota divertente: coloro che posseggono e coltivano un Kleingarten in Germania vengono chiamati in modo scherzoso "Laubenpieper", in cui Lauben è il pergolato e Pieper e il termine popolare per indicare il passerotto stanziale che fa il nido ovunque trovi un angolo accogliente e riparato.



Echter deutscher Laubenpieper

martedì 24 aprile 2012

Secessione in Alto Adige, gli Schützen a Bolzano

Schützen in Südtirol: Eine Zukunft ohne Rom?
Gli Schützen in Alto Adige: un futuro senza Roma?

di Iris Bonavida
Pubblicato in Austria il 14.04.2012
traduzione di Claudia Marruccelli per Italia dall'Estero

 In Alto Adige c’è ancora voglia di indipendenza – almeno tra gli Schützen [i secessionisti altoatesini, ndt] che marciano contro Roma. Anche se è poco chiaro se siano o meno sostenuti dai partiti e dal popolo.
Sfilata per la secessione
Sabato 14 aprile il conto alla rovescia sul sito dell’associazione degli Schützen altoatesini è apparso quasi minaccioso: mancavano solo due ore, quattordici minuti, due secondi. Poi a Bolzano sarebbe iniziata la “Freiheitmarsch” ["Marcia per la liberta", in realtà si tratta della Sfilata Secessionista, ndt] al grido di “Verso il futuro senza Roma”. Il capoluogo dell’Alto Adige si è trasformato in un luogo di incontro per simpatizzanti e sostenitori degli Schützen, nel contempo anche avversari dello stato italiano. La “Partenza” alle ore 20, tutti vestiti con i costumi tradizionali altoatesini, successivamente in piazza del municipio si è svolta una manifestazione. Erano previsti circa 4.000 partecipanti, provenienti dall’Alto Adige ma anche dall’Austria.
Il motivo di questa protesta è che la popolazione di lingua tedesca in Alto Adige – o almeno parte di essa – si sente sempre più spesso minacciata nella propria autonomia dal governo di Roma.
“L’obiettivo della nostra “Marcia per la libertà” è quello di convincere i nostri politici a passare dalle parole ai fatti. E iniziare con un addio all’Italia”, dice Elmar Thaler, comandante territoriale degli Schützen altoatesini, al quotidiano austriaco Die Presse. Egli auspica un futuro senza l’Italia, in realtà ci sarebbero quattro opzioni: ottenere la piena autonomia – probabilmente l’idea più moderata – un ritorno dell’ Alto Adige all’ Austria, uno stato autonomo o almeno la riunificazione del Tirolo. Per raggiungere uno di questi obiettivi, gli Schützen hanno organizzato questa marcia di protesta.

Cartello "turistico" al confine tra Austria e Italia
Il lusso di un’autonomia
Ma la situazione attuale in Alto Adige è davvero così problematica? “Semplicemente noi non apparteniamo all’’Italia, l’Alto Adige ha ben poco in comune con l’Italia”, dice Thaler. Un ulteriore punto di discussione è la situazione economica del paese – per cui Thaler ritiene di non dover pagare. l’Italia non potrà permettersi il lusso di concedere l’autonomia all’Alto Adige ancora per molto, dice.
Se però si chiedono a Thaler i dettagli dei suoi progetti, per esempio, cosa accadrebbe alla popolazione di lingua italiana in Alto Adige dopo la riunificazione del Tirolo, la cosa è chiara: questa eventualità non è ancora del tutto matura per realizzarsi. Secondo Thaler, non lo sarà affatto: “Gli Schützen mi scuseranno, loro sanno quanto la questione mi stia a cuore ” come dice lui: “nulla è impossibile,” – ma è compito dei politici occuparsi dei dettagli.
Perchè anche se esiste una manciata di simpatizzanti degli Schützen all’interno della politica altoatesina, questi non si considerano troppo coinvolti nella politica. Si autodefiniscono in modo un po’ complicato come “un’organizzazione che, in base alle tradizioni del territorio e alle regole sull’immigrazione della storia tirolese, ha il compito di proteggere la patria e l’identità del popolo tirolese da minacce e nemici interni ed esterni e di trasmettere questa identità tirolese alla gioventù, adattandosi ai tempi moderni,”, si legge sul sito web.
A prima vista questo avviene con successo. Tra gli Schützen si registra una crescita degli iscritti. In totale ci sono oltre 5000 membri, l’età media è, secondo Thaler, 38 anni circa. Il politologo Gunther Pallaver osserva anche che nel 2012, ci sarà un ulteriore aumento degli Schützen: “Non ci sono dati empirici, nessuna indagine per dimostrarlo. Ma posso dirvi dalla mia osservazione di aderente all’associazione che vi è una crescente simpatia per loro “. Ci sono un certo numero di fattori che vi concorrono, come la politica della globalizzazione”. C’è il ritorno verso la piccola realtà di provincia, l’interesse per il proprio popolo, il voler stare assieme. “Tuttavia in realtà il bilinguismo in Alto Adige sarebbe aumentato, secondo Pallaver. Il problema: mancanza di contatto tra i diversi gruppi linguistici. “Due terzi dei giovani hanno contatti solo con quelli del proprio gruppo linguistico”.

Manifesto della discussa manifestazione neofascista a Bolzano svoltasi nel 2011
Gli albori
Come è possibile che dopo tanti anni non regni ancora pace tra i due gruppi linguistici? “Dopo la Seconda Guerra Mondiale, si è sviluppato un sistema politico che si basa sulla separazione dei due partiti in conflitto”, ha detto Pallaver che confronta la situazione anche con quella in Kosovo o in Israele. La separazione avviene a livello sociale e istituzionale. La cooperazione tra i gruppi linguistici è praticamente inesistente. “La soluzione del problema sarebbe una maggiore promozione di occasioni di incontro, soprattutto tra i giovani”, dice Pallaver. Ad esempio, attraverso la creazione di scuole materne bilingue.

Il Tirolo e il Trentino
“Stimolare il dibattito”
Il 31enne Sven Knoll è probabilmente un buon esempio per il cambiamento della tradizione tirolese. Il deputato del partito “Süd-Tiroler Freiheit” appoggia la Marcia degli Schützer: “E’ legittimo protestare contro lo sviluppo politico italiano”, dice, perché l’autonomia dell’Alto Adige è in pericolo a causa dalle misure di austerità del primo ministro Mario Monti. C’è il rischio che il 90 per cento delle imposte che la popolazione altoatesina deve pagare – come prevede la legge – non rientri più nelle casse della regione. Con la marcia si può offrire l’occasione per stimolare la discussione, dice Knoll. Perché se non si discute del problema la pacifica coesistenza è a rischio.
Anche Werner Neubauer, portavoce altoatesino del FPÖ [Partito della Libertà, ndt], era tra i manifestanti di Bolzano. “Io sono del parere che la sfilata sia una buona opportunità per manifestare la posizione della Associazione degli Schützen e anche di gran parte degli altoatesini,” ha dichiarato al quotidiano “Presse am Sonntag”. Un altro motivo della sua presenza è il monito del deputato del SVP [Süd Tiroler Volkspartei, ndt] Karl Zeller. Pochi giorni fa ha asserito che lo statuto dell’ autonomia era seriamente minacciato da Roma . “L’Austria avrebbe dovuto rispondere, ma non mi risulta nessun intervento da parte del Ministero degli Esteri”, ha detto Neubauer.

Il bilinguismo obbligatorio a scuola
Ma la stragrande maggioranza dei partiti politici non appoggia i progetti degli Schützen. Il governatore Luis Durnwalder vede attraverso il “La marcia per la libertà”, un potenziale conflitto tra i due gruppi linguistici: “Non ha proprio senso ingannare la gente e dire che possiamo semplicemente decidere se ritornare o meno in Austria”. Sono solo illusioni, che non possono essere realizzate”. E questo significa mentire alla gente. Noi non vogliamo questo, perciò quindi non abbiamo partecipato a questa manifestazione”, ha detto Durnwalder. Serve solo ad aizzare la gente. In realtà la coesistenza tra altoatesini di lingua tedesca e di lingua italiana funziona bene. La protesta contro Roma renderebbe più difficili il dialogo con il governo italiano.
E anche Pallaver considera la manifestazione degli Schützen non priva di pericoli: “gli Schützen affermano che sono anti-fascisti e contrari alla politica. Ma a me non la danno a bere”. Avrebbero dovuto tagliare i ponti con il loro passato e rimettersi in discussione”. Fino al 1980 hanno sfilato con i neo-nazisti a Passau”, dice. Inoltre gli Schützen non sono mai stati impegnati nella tutela dei diritti umani e civili. “Sono ancora adagiati sul passato, non proiettati verso il futuro”, ha detto Pallaver. “Schengen ha minimizzato la frontiera del Brennero, non gli Schützen.” Ed è per questo che per lui l’organizzazione non è autorevole.
Il leader degli Schützen, Thaler, prende le distanze dalla estrema destra,che anche alla sfilata non sarebbe stata bene accetta. “Abbiamo esplicitamente chiesto che nessun estremista partecipasse”, dice Thaler. Se tuttavia, un estremista di destra si fosse presentato alla marcia sarebbe stato immediatamente fotografato e pubblicato su Internet.” Che Thaler pensi davvero che questa gente si lascia scoraggiare soltanto da una foto? “Per queste persone la cosa peggiore è quando il loro viso viene reso pubblico”, dice e aggiunge in dialetto: “preferiscono nascondersi come teneri agnellini da latte”.

mercoledì 18 aprile 2012

Italia e Austria a confronto

Guten Morgen Italien: Italia e Austria a confronto:
Cosa accomuna l’Italia con l’Austria


di Rainer Nowak
Pubblicato in Austria  il 06/04/2012
Traduzione di Claudia Marruccelliper Italia Dall'estero


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